domenica 15 aprile 2012

Ano Hana


Dynit difficilmente sbaglia un colpo, ma ultimamente sta andando sul sicuro pubblicando anime che ancor prima della loro uscita, sono già considerabili di successo. Pare, dunque, sempre più fondamentale la collaborazione con il canale del digitale terrestre Rai4, che ad oggi è l’unico metodo di fruizione di animazione giapponese d’alto livello da parte del pubblico italiano non pagante, per mantenere sotto i riflettori i loro prodotti più importanti ed accostargli quelli meno conosciuti. Per la sua prima messa in onda, ad Ano hi mita hana no namae o bokutachi wa mada shiranai che letteralmente significa Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno, fortunatamente abbreviato in Ano Hana, è dunque capitato l’eccellente ruolo di compagno di trasmissione del blockbuster dai toni completamente diversi Madoka Magica.


L’estate sta finendo
Ano hana racconta in breve la storia dell’adolescente Jinta e del gruppo di amici che capitanava durante l’infanzia. I sei bambini formavano i Super Busters della Pace e come tutti a quell’età, passavano i loro pomeriggi giocando e ridendo spensieratamente, incuranti del futuro. Purtroppo però i giorni felici vengono spezzati dalla morte improvvisa di un componente del gruppo, Menma. Attanagliati dai rimorsi e dai rimpianti, i restanti cinque presero strade differenti, fino a quando il fantasma della vecchia amica d’infanzia tornerà a casa di Jintan proponendogli di esaudire il suo desiderio dimenticato assieme agli altri membri del gruppo. Ma l’adolescenza è ben diversa e per i protagonisti sarà molto più difficile ritrovarsi pacificamente, come se nulla fosse accaduto negli anni trascorsi. La trama si dipana lungo alcuni giorni di un’estate soleggiata che fa venire voglia di vacanza, di ricordare i giorni in cui da bambini si giocava con i proprio amici senza preoccuparsi di cosa sarebbe successo in futuro. L’effetto nostalgia è costante e viene proposto tramite numerosi flashback degli eventi salienti che hanno cambiato l’infanzia dei protagonisti. L’opera non lascia allo spettatore particolari quesiti esistenziali o zone buie nel backgrund dei personaggi, in modo tale da far confluire tutto lo spazio di riflessione a far tornare alla mente le proprie avventure, i propri ricordi.

Fiumi di lacrime
AnoHana non fa nulla per sembrare una grande produzione. Visto con occhio analitico, infatti, risulta molto buono sotto ogni aspetto pur non spiccando in niente: il livello generale di dettaglio è buono, le animazioni sono nella norma e la colonna sonora è composta da pochi (ma azzeccati) pezzi. Ma quel che riesce a fare, meglio di molti altri anime più blasonati, è creare una strana alchimia tra le situazioni narrate, la caratterizzazione dei personaggi e una regia dolce, che porta lo spettatore in uno stato di commozione costante dall’inizio della sigla di testa fino all’ultima nota di quella di chiusura. La narrazione non ha mai momenti sconvolgenti o aumenti di ritmo improvvisi, in undici episodi racconta una storia semplice con tempi calmi e compassati, quasi a voler rimarcare l’attaccamento alla realtà da cui trae forte ispirazione. Molti dei personaggi non disdegneranno fiumi di lacrime nelle situazioni più disparate, scene in cui la supervisione di Tatsuyuki Nagai, già famoso per Toradora, si fa sentire con un taglio registico che sa spezzare la drammaticità portando la narrazione ad un livello lontano dagl’iperbolismi sentimentali soliti di questo genere. Ad una seconda visione molte scene possono apparire banali o sapere di già visto, ciononostante la mano del regista sa dare quel qualcosa in più che lascia comunque sorpresi. Estremamente curato il doppiaggio italiano, con voci più che azzeccate che recitano ogni scena al meglio. Molta dell’atmosfera, che deriva per lo più dalle conversazioni fondamentali ma soprattutto dalle infinite frasi circostanziali, è data anche dalla capacità interpretativa dei doppiatori. Senza nulla togliere al resto del cast, ci teniamo ad elogiare il lavoro svolto da Andrea Mete che presta la voce a Jintan.

Commento Finale
In definitiva un anime che sa emozionare e creare affezione nella sua semplicità. Da una trama di base forse non molto ispirata, lo studio A-1 Pictures è riuscito a tirarne fuori un’opera di indubbio interesse. Una visione consigliata a chiunque è in cerca di una mini serie rilassante e coinvolgente. Per chi non ha potuto seguirlo in televisione segnaliamo l’uscita di due Blu-Ray a giugno di quest’anno.

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